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lunedì 18 dicembre 2017

Come iniziare a guadagnare con i bitcoin. Come capirci qualcosa.

Spieghiamo punto per punto come iniziare e come capirci qualcosa.



Hai bisogno di 3 cose importanti:
La prima é un portafoglio o valigetta o wallet, (chiamala come ti pare).
Il secondo é un sistema per comprarli in maniera sicura.
Il terzo é il sistema per mettere il guadagno nel tuo mondo reale.

Nel mondo del bitcoin esistono le commissioni che sono una figata. I riferiti hanno vantaggi enormi sia per chi raccomanda sia per chi riceve. Infatti ti consiglierei dei wallet e sistemi dove quando entri, guadagnamo tutti e 2.
Fase 1: 
Creare il portafoglio Bitcoin.
Ci son 2 siti davvero validi che saranno il futuro.
Io sono iscritto ad entrambi,
Il primo é
https://blockchain.info/
Registrati li, é gratis ma non comprare bitcoin ne altre monete li dentro.
Registrati soltanto, attiva le sicurezze, metti a salvo tutti i dati che ottendrai e basta.

Secondo sito "obbligatorio":
Per comprare Bitcoin, Ethereum o Litecoin, uno dei sistemi piú facili e rapidi é Coinbase:
Con questo link, se compri almeno 100 dollari di una qualsiasi cryptomoneta, abbiam un regalo di 10 $ entrambi.
Ma solo se entri usando questo link: https://www.coinbase.com/join/5a1410001cab9e016416aaa9
Io uso coinbase sia nel pc sia come app nel cellulare.
Ti fa vedere in tempo reale quando cresce in valore quello che hai comprato.
All'inizio, quando compri con coinbase, c'é una commissione del 3 o 4 % ora non ricordo.
Li prendono nel momento in cui fai l'acquisto, Esempio: Se compri 100 € di Ethereum, dopo 1 secondo vedrai che il valore
nel tuo wallet é di 96.00 € circa.

Nel frattempo, se vuoi comprare qualche moneta online con Coinbase, compra un 100 euro di Litecoin ma solo se il prezzo é inferiore ai 235 euri. Come adesso.... ora costa 225 euro. É uno dei prezzi minimi della settimana.... ma prima di comprare controlla il prezzo..... Se vedi che 1 litecoin costa piú di 290 euro, aspetta!

Per ora tutto bene, esistono piú forme di estrarre i soldi dai portafogli bitcoin e puoi muoverli da uno all'altro senza problemi.
Uno dei piú interessanti é Xapo.com
Con xapo.com puoi comprare una scheda, tipo un bancomat, che costa 20 dollari, e ti permette di prelevare soldi con i bitcoin del wallet in quasi tutti gli sportelli automatici.

Puoi iscriverti a xapo.com anche senza l'obbligo di comprare la scheda. Puoi far fare i versamenti su paypal.
in ogni caso, il sito stesso ha una sezione di aiuto che ti spiega tutto.
Questo é solo l'inizio.... poi c'é il modo di minare e far crescere i soldi senza fare un cazzo, basta solo lasciare il pc acceso.
Minare i Bitcoin giá non conviene, ma ci sono monete che si. Si creano in fretta e stanno aumentando di valore. Come i Litecoin.

Per minare i Litecoin hai bisogno di 3 siti in totale.
Uno per minare, uno per generarli extra ed uno per raccogliere alla fine.
(L'ultimo giá ce l'hai perché é Coinbase o Blochchain).
Ah, devi disattivare l'antivirus nei siti delle mine.
Se lo lasci acceso l'antivirus ti segnalerá un trojan ma non é vero.
Le mine usano l'energia del processore, l'antivirus non approva e va in sbattimento bloccando tutto.
In ogni caso, tranquillo, non sono dei pericoli.
Il primo sito per minare é:
http://coinpot.co
Registrati.

Una volta registrato e con l'account attivo puoi andare nelle aree dei Litecoin o dei Dogecoin.
I Dogecoin si generano velocissimi ma non valgono una merda per ora... quindi falli solo se vuoi fare un po' di pratica.
I litecoin si generano a media velocitá, dipende dal processore e dalla scheda video.
Se in coinpot.co selezioni Litecoin e lo fai Minare, devi dargli Start. Se vedi che i numeri in alto restano 0 H/s significa che non é partito. Quindi seleziona Pausa e Riavvia il processo.
Se hai l'antivirus acceso il tasto Minare o Start o Pausa, potrebbe non apparire alla vista.

Ogni frazione di bitcoin si chiama Satoshi.
Esempio 100 euro in bitcoin é: 0,01390034
I numeri dopo la virgola (i centesimi) si chiamano Satoshi, in onore all'inventore del Bitcoin.
Le frazioni dei litecoin si chiamano Litoshi ma non é in onore a nessuno, solo che faceva figo.

Puoi generare litoshi extra in modo automatico e fare in modo che entrino da soli in Coinpot.co.
Devi fare usare questo link qui:
https://goo.gl/kSeG6J che porterá in: http://moonliteco.in/?ref=60962dc9837a
Ti aprirá pubblicitá ma non sclerare, sono la forma che hanno di pagare i litoshi che ti daranno.

Puoi scegliere di stare in coinpot quanto vuoi e generare all'infinito. L'unica regola é che per estrarre i litecoin e passarli a Coinbase, devi avere almeno 0,0100000 come minimo.
NON CONVERTIRLI MAI in coinpot.
Le conversioni hanno una spesa. Non convertirli mai.
Inviali e basta.
Quando in coinpot hai raggiunto una bella quantitá di litoshi, usa Withdraw litecoin ed inviali a coinbase.
Il processo dura circa 1 paio di giorni prima che appaiano di la.
Ma se vuoi puoi inviarli all'altro portafoglio, ma coinbase per i litecoin é meglio.



Contiene moltissimi link per vari FAUCET.
Probabilmente alcuni certi giorni non funzionano ma altri si.
Troverai in ogni caso tutti quelli che stanno pagando.

ATTENZIONE:
Come avvisa il sito nei campi laterali, c'é un codice che usa la tua CPU per minare i bitcoin, per poter pagarti meglio.
Se non vuoi, il sito ti permette di spegnere quella funzione.
Questo codice, spesso fa sclerare gli antivirus.
Quindi se vedi che il tuo detector di virus segnala un
Trojan Mine, semplicemente si riferisce a questo codice.
Non ti spaventare! Non é dannoso ne pericoloso.

Divertevi e.... guadagnate tanto!

martedì 18 luglio 2017

Memoria piena dello smatrphone? Ecco la soluzione per non smettere di scattare fotografie!


È possibile archiviare file multimediali utilizzando le fotocamere in-app di alcuni social network, tra cui Facebook e Snapchat.



La memoria dello smartphone è piena? Nessun problema, da ora c'é una soluzione utile per tutti coloro che non hanno intenzione di eliminare immagini, filmati e altri dati che potrebbero liberare spazio prezioso. 
Come fare allora? Tramite l'utilizzo delle fotocamere in-app di alcuni social network è possibile continuare a scattare foto e registrare video senza preoccuparsi più del problema della memoria in via di esaurimento. Su Snapchat, per esempio, è sufficiente scattare una foto per poi fare tap sul pulsante in basso a sinistra "Salva" che permette di continuare ad archiviare immagini anche nel caso in cui la memoria dello smartphone sia piena. Analogamente, su Facebook accedendo alla sezione "Stories" si può utilizzare la fotocamera interna all'app e, anziché cliccare su "La tua storia", si può fare tap sulla voce "Salva". L’unica cosa che resta da capire, a questo punto, è se le app in questione godono dei permessi necessari per utilizzare la fotocamera e il microfono.
In ogni caso, le vacanze stanno per iniziare e, poiché tutti utilizziamo i cellulari come una fotocamera per immortalare i migliori momenti, questo suggerimento cade proprio a pennello!

lunedì 17 luglio 2017

Tutorial: Come trasformare in banconote, dei pezzetti di carta (VIDEO)

Magia, i pezzetti di carta bianca si trasformano in banconote...

Ecco il trucchetto per fare soldi. 








VIDEO:


mercoledì 12 luglio 2017

Come imparare una canzone alla chitarra in pochi minuti


È l'idea di Fender Play, la nuova piattaforma creata dallo storico produttore americano di chitarre per insegnare ai neofiti dello strumento a eseguire gli accordi dei più famosi pezzi rock



Un mito assoluto della chitarra si lancia nel mondo dell'insegnamento online. È Fender, storico produttore di chitarre dell'Arizona, che ha debuttato in Rete con Fender Play, una piattaforma web, disponibile anche in app per iOS, pensata per i chitarristi principianti impazienti di imparare a suonare i brani più famosi del rock. Il sito contiene lezioni di chitarra offerte grazie a esercitazioni visive e a tutorial video strutturati proprio per i chitarristi entry-level.
Il servizio, disponibile per ora solamente negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada, consente ai propri utenti di iniziare un periodo di prova gratuito di 30 giorni dopo il quale verrà chiesto un contributo di 19.99 dollari al mese. Dopo l'iscrizione, l'utente dovrà rispondere a una serie di domande riguardanti i propri stili e strumenti musicali preferiti in modo tale da consentire alla piattaforma di creare un vero e proprio archivio musicale specifico. La tecnica di insegnamento è soprattutto visuale e basata sulla pratica: gli insegnanti spiegano esattamente come ottenere gli accordi perfetti o eseguire un fingerpicking di buon livello.
La scuola digitale di Fender, che si aggiunge ad altre due di alto livello come Guitar Tricks e JamPlay, arriva in un momento di crisi di uno degli strumenti più famosi del mondo. Come sostiene un'inchiesta del Washington Post, infatti, negli ultimi dieci anni la vendita di chitarre elettriche è scesa da 1,5 milioni di pezzi a 1 milione all'anno. Per alcuni il declino è stato segnato dalla progressiva scomparsa della chitarra elettrica nella musica pop, per altri si tratta solo di una questione di metodo: pare che la chitarra sia lo strumento più difficile da imparare a suonare e che circa il 90 percento dei neofiti l'appenda al chiodo dopo solo un anno di pratica. Chissà se la mossa di Fender non farà abbassare questa percentuale.

venerdì 30 giugno 2017

Tutorial: Come far perdere peso alla moglie. Mai così facile: bastano soldi e un'auto


Lunedì comincio la dieta! Probabilmente è la frase più ripetuta e diffusa al mondo, ma con l'inizio dell'estate e la prova costume che si avvicina, perdere peso diventa l'incubo ricorrente di tante persone. C'è chi crede di averle provate tutte, dal digiuno praticamente totale ai più disparati sport esistenti, dalle ricette "miracolose" ai corsi più improbabili in palestra. Ma siamo sicuri di aver tentato proprio tutto? Forse no. In Cina, quest'uomo ha deciso di dare una mano alla moglie in sovrappeso con un metodo singolare: mettersi seduto nel cofano di una macchina in movimento, con una mazzetta di soldi in mano. La donna in sovrappeso, "per qualche dollaro in più", rincorre il marito nell'auto. Ogni volta che riesce a raggiungerlo, guadagna una banconota. L'esperimento avrà successo? Ai bagnanti l'ardua sentenza.


VIDEO:


giovedì 9 febbraio 2017

Truffe telefoniche, le parole da non dire per evitare di cadere nella trappola

La pagina Facebook della Polizia di Stato “Una vita da social” ha da poche ore diffuso un post per invitare tutti gli utenti a prestare la massima attenzione nel caso in cui doveste ricevere una telefonata da parte di un operatore. Come riportato dagli agenti delle forze dell’ordine sul social network: “Se vi arriva la telefonata da parte di un operatore che volutamente rimane sul generico: ‘Buongiorno è la compagnia elettrica, ci risulta una sua bolletta insoluta, ma forse ha pagato e dobbiamo verificare’. E lì scatta la trappola”.

Stando alle segnalazioni di numerosi consumatori che sono stati vittima di questa truffa telefonica, da qualche settimana una serie di utenti sono stati contattati da un gruppo di operatori che con la scusa di verificare il pagamento di una bolletta chiede una serie di informazioni con il solo scopo di ottenere dalla vittima il codice Pod, una sorta di pin bancomat della bolletta che identifica il posto fisico dove avviene il prelievo dell’energia elettrica: “Se lo comunicate al telefono siete spacciati. Il vostro nuovo contratto è partito!”
La voce vi chiede: “Lei è il sig. Tizio, residente in via eccetera e eccetera”. Ecco la registrazione è iniziata e voi sicuramente risponderete: “Si”. E con la vostra voce avete confermato i dati.

Nel caso in cui doveste ricevere una telefonata da parte di un call center l’invito è dunque quello di prestare la massima attenzione alle informazioni che comunicate e soprattutto evitare di riferire il codice Pod, necessario all’attivazione di una nuovo contratto. Una volta attivato il contratto con il nuovo operatore sarà necessaria una raccomandata con ricevuta di ritorno, che potrete fare quando scoprirete di avere aderito ai servizi di un nuovo gestore. Inoltre, come consigliato dalla Polizia di Stato su Facebook, quando ricevete una chiamata da un operatore, alla richiesta del vostro nome, anziché rispondere ‘Si’ domandate ‘chi parla?’ così la registrazione salta.

#OCCHIOALLATRUFFA. Se vi arriva la telefonata da parte di un operatore che volutamente rimane sul generico: “Buongiorno è la compagnia elettrica, ci risulta una sua bolletta insoluta, ma forse ha pagato e dobbiamo verificare”. E lì scatta la trappola. Chi non vorrebbe evitare di pagare una bolletta? La voce vi chiede: “Lei è il sig. Tizio, residente in via eccetera e eccetera”. Ecco la registrazione è iniziata e voi sicuramente risponderete: “Si”. E con la vostra voce avete confermato i dati. Poi l’operatore vi chiede il Pod, che è una sorta di pin bancomat della bolletta (identifica il posto fisico dove avviene il prelievo dell’energia elettrica – insomma il vostro immobile – e non cambia anche se cambia l’intestatario del contratto). Se lo rivelate possono utilizzarlo. Quindi, se lo comunicate al telefono siete spacciati. Il vostro nuovo contratto è partito! E per recedere ci vorrà una raccomandata con ricevuta di ritorno, che potrete fare quando scoprirete di avere aderito ai servizi di un nuovo gestore. Insomma, il Pod custoditelo gelosamente come il pin del bancomat e, come mi ha raccomandato l’operatore, appena chiamano e vi chiedono il vostro nome, invece di rispondere “Si” domandate “chi parla?” così la registrazione salta. #Passaparola Leggi&Condividi sopratutto per gli Anziani e I piu deboli

martedì 31 gennaio 2017

Disintossicarsi dai social in 6 mosse senza chiudere l’account


L’utilizzo dei social media per molte ore al giorno può causare ansia e invidia. Lo hanno dimostrato molti studi, fra cui quello di Margaret Duffy e dei colleghi della Missouri School of Journalism. Controllare la home di Facebook, Twitter o Instagram è un modo per informarsi ma, se fatto compulsivamente, diventa una perdita di tempo. Arriva un certo punto in cui ci si impone di mettere un limite alla vita sociale online.

Ecco sei possibili soluzioni per disintossicarsi gradualmente, senza cancellare il proprio account
1. Rimuovere le app dal telefono

C’è chi trascorre ore a controllare i social dallo smartphone, magari in attesa di un appuntamento, sui mezzi pubblici o la sera sul letto, prima di andare a dormire. Se ti ritrovi in questo ritratto, la prima mossa per disintossicarti è eliminare le app. Diversamente da quando si cancella l’account, in questo modo non si perdono tutti i dati e quando si è pronti per tornare, basta scaricare di nuovo l’applicazione. Un passo ancora meno estremo è disattivare le notifiche sul telefono, oppure silenziarle e togliere gli avvisi luminosi dalle impostazioni. Così, perlomeno quando non si ha un computer a disposizione, si può stare tranquilli.
2. Disattivare temporaneamente il profilo

A volte il primo step non è sufficiente. Potresti comunque accedere ai social tramite computer. E quando qualcuno pubblica sul tuo profilo Facebook o ti invia un messaggio diretto su Twitter, a seconda delle impostazioni di notifica, è possibile che ti arrivi una email e interferisca con la terapia di disintossicazione. Alcune piattaforme, fra cui Facebook e Instagram (che è di proprietà di Facebook dal 2012) consentono di disattivare temporaneamente il proprio account. L’utente può tornare indietro quando vuole. È un rimedio utile per esempio durante la preparazione di un esame o in periodi in cui si deve rimanere molto concentrati su un lavoro.
3. Dare a qualcun altro il controllo degli account
E’ un po’ come dare a un altro le chiavi di casa… 
Se pensi di non avere la forza di volontà necessaria per rispettare le regole precedenti, o se non ti fidi di te stesso, puoi delegare il compito a una persona che conosci. Al prescelto rivelerai il tuo nome utente e la password e gli chiederai di modificarla per un periodo di tempo prestabilito. In questo modo non avrai proprio la possibilità di fare login, a meno di metterti a supplicare l’assistente alla disintossicazione, che però non dovrà cedere.
4.Fare un po’ di pulizia
Bukhara, Uzbekistan. 
Quando si torna sui social media o prima di prendere la pausa detox, è consigliato mettere in ordine gli account. Ad esempio potresti smettere di seguire persone che ti fanno innervosire su Twitter o Instagram, togliere l’amicizia a conoscenti e sconosciuti su Facebook, controllare chi può vedere le storie su Snapchat e cambiare le impostazioni della privacy. Cancellare vecchi post che ora ti fanno rabbrividire. Uscire dai gruppi poco utili per la vita reale.
5. Stabilire un tempo massimo

Di scorrere la bacheca ogni ora e vedere tutti i video postati, magari se ne può fare a meno. Delle chat è più difficile. Il problema di eliminare dalla propria vita i social network è che, se non lo fanno anche tutti gli altri, si rischia di rimanere isolati. Gli amici organizzano l’appuntamento della sera sul gruppo Facebook. Se tu non hai più un profilo, corri il pericolo di non essere invitato a meno che gli altri non si accorgano della tua assenza online e decidano di chiamarti. Si può stabilire di controllare Facebook solo per alcuni minuti al giorno, per rispondere ai messaggi. Questo punto si basa molto sull’autodisciplina. Per aiutarsi a essere diligenti si può mettere un timer e chiudere il social media non appena termina il tempo che si è fissato.
6. Usare 99 days of freedom
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“Ti sei mai chiesto come sarebbe la tua vita senza Facebook?”. Questo è lo slogan della campagna lanciata circa due anni fa da un gruppo di olandesi dell’associazione no profit Just. L’idea del progetto è quella di spingere a liberarsi dalla social obsession, restando fuori da Facebook per 99 giorni. Per iniziare a disintossicarsi, bisogna entrare nel proprio profilo per sostituire la foto con l’immagine della campagna e condividere un link con cui si inizia il countdown. Una volta usciti dalla pagina, Facebook è bloccato e cominciano i 99 giorni di libertà. Secondo i fondatori, si guadagneranno 28 ore di tempo per la vita reale.

6 frasi per rimorchiare in tutto il mondo


Once e Babbel hanno fatto squadra trovando i messaggi perfetti per rompere il ghiaccio in 6 lingue diverse


Internet ha cambiato radicalmente l’arte del rimorchio. Nell’era dello smartphone, il primo appuntamento non è più l’occasione per conoscere una ragazza ma per verificare che tutto quello che ci ha inviato sulla chat sia vero (a cominciare dalla foto). L’ago della bilancia si è spostato dall’incontro di persona a quello virtuale. L’importanza di fare colpo non è più sul look fisico o sulla capacità di intrattenere una conversazione ma piuttosto sulla descrizione del proprio profilo. La prima impressione in questo contesto è fondamentale. Per questo bisogna stare attenti alla foto da pubblicare – un primo piano, una a figura intera e un paio che mostrino passioni e hobby – alla biografia, che non deve essere lunga ma esaustiva e ricordarsi che l’audacia premia: mandare un messaggio ai propri match aumenta le probabilità di connessione di quasi il 300%, soprattutto se è accattivante ed autoironico. Almeno questi sono i consigli di Once, la dating app che ti consiglia un partner al giorno, selezionato da un team di specialisti chiamati Matchmakers, che confrontano i dati del profilo e delle preferenze per cercarti l’anima gemella.
Spesso però non è semplice emergere dalla massa, considerato che ad oggi su Once ci sono più di 300mila utenti italiani, con un bagaglio di 10,6 milioni di messaggi scambiati tra loro. Per questo, se ti vuoi buttare sulle straniere contando sul fascino e sull’accento italiano, Once e Babbel, l’app per imparare le lingue, hanno fatto squadra per suggerirti alcune frasi per rompere il ghiaccio in tutte le lingue.

Francese: “Est-ce que tu crois au coup de foudre au premier regard ou est-ce que je dois repasser?” (Credi all’amore a prima vista o devo ripassare?)

Russo: “Думаю, я не первый, кто хочет сегодня с тобой познакомиться. Зато я – лучший. Хочешь проверить?”- Dumaju, ja ne pervyj, kto chočet segodnja s toboj poznakomit’sja. Zato ja — lučšij. Chočeš’ proverit’?
(Non credo di essere il primo che ti vuole conoscere oggi, ma sono sicuramente il migliore. Vuoi convincertene di persona?)



Spagnolo: Disculpa, ¿te llamas Google? Es que en ti encuentro todo lo que busco.
(Scusa, ma ti chiami Google? Perché trovo in te tutto quello che cerco.)



Tedesco: Ich würde gerne mit Dir frühstücken. Darf ich Dich zum Abendessen einladen?
(Mi piacerebbe far colazione con te. Posso invitarti a cena?, in vista ovviamente di una notte insieme molto hot)



Inglese: Be unique and different – say yes.
(Sii diversa, sii unica. – dimmi di sì!)



Portoghese: Eu gostei de você. Se você gostou de mim, dê um smile. Se não, dê um duplo mortal para trás.
(Mi piaci moltissimo. Se anch’io ti piaccio basta che mi mandi uno smile. In caso contrario fai un salto mortale all’indietro!)

lunedì 9 gennaio 2017

Il tuo telefono cellulare sotto controllo! Ecco le cose che non sai!


Quante volte vi siete chiesti “Ma come faccio a sapere se sono intercettato?”. Vi sarete di certo domandati, una volta o l’altra, “Come capire se il mio telefonino è sotto controllo?”. La problematica delle intercettazioni dei telefoni cellulari e di come fare a capire se il proprio telefono cellulare è intercettato non è banale.
Non c’è un metodo certo e sicuro, la leggenda che dice di digitare il codice “*#06#” sulla tastiera del cellulare e vedere cosa succede (ve lo diciamo noi: compare sullo schermo il codice IMEI del vostro cellulare) è, appunto, solo una leggenda. Cerchiamo però di analizzare, dal punto di vista pratico ma anche tecnico e teorico, come è possibile scoprire e accorgersi che il proprio cellulare è sotto controllo, evitando così di cadere facile bersaglio dei software spia, degli spy phone, sms spy e sistemi di intercettazione delle telefonate e degli SMS che ormai si trovano in Internet a buon mercato o persino gratis.
Sono qui elencati i 3 metodi più usati che permettono di mettere il vostro telefonino sotto controllo:

1 Controllo a livello hardware: normalmente, quando spegniamo il telefonino, diamo per scontato che il cellulare smetta di funzionare. Errore! Esistono cellulari che hanno al loro interno una particolare configurazione hardware che gli permette di dare l’impressione all’utilizzatore normale che sia spento ma che in realtà esso continua a trasmettere.


Che cosa viene trasmesso? In genere sono utilizzati per intercettare ciò che viene detto nelle vicinanze del cellulare, la localizzazione sul territorio o i tabulati in entrata e in uscita.
Soluzione
Spegnere il cellulare e posizionarlo vicino al televisore, alle casse del computer o dello stereo. Se avete un telefonino posto sotto controllo che trasmette informazioni all’esterno, anche se spento, noterete che gli elettrodomestici vicini a lui continueranno di tanto in tanto ad impazzire. Se avete la scatola di quando avete comprato il cellulare e temete che nell’arco del tempo esso sia stato sostituito, controllate il codice IMEI. Tale codice è univoco e lo trovate sull’apparecchio rimuovendo la batteria. Se esso non corrisponde a quello indicato nella scatola, vuol dire che qualcuno sta cercando di spiarvi .2 Controllo a livello SIM: la scheda viene fornita dal gestore telefonico previa consegna dei documenti. Due sono i mezzi che possono essere usati per spiare il tuo cellulare tramite SIM:
Le forze di polizia sanno, andando a controllare, se un nominativo ha intestato uno o più numeri di telefono. Tramite tale ricerca, contattano il vostro gestore ed egli provvederà, dietro compenso forfettario, a fornire i vostri tabulati comprensivi degli sms inviati e ricevuti. Possono inoltre apportare un sistema di ascolto dove viene registrata ed ascoltata on-live ogni vostra chiamata. Tuttavia tale procedura è dispendiosa per materiale e persone coinvolte. Quindi se avete la coscienza pulita, non avete di che temere. Nessun magistrato, senza ritenere giuste motivazioni, potrà autorizzare un controllo sulla vostra SIM.Ogni compagnia telefonica italiana permette di ottenere determinate informazioni sulla propria scheda telefonica associata ad un numero. Su tali siti web è possibile vedere i numeri chiamati, il traffico disponibile e tutti i servizi attivati. Benché l’invio sul vostro telefonino di un codice necessario alla prima registrazione possa garantire un certo livello di sicurezza, non bisogna sottovalutare chi vi vuole spiare. Da notare che sui siti non viene indicato cosa è stato scritto negli sms o chi vi ha telefonato, vengono solo indicate le spese effettuate. Non sottovalutate questo aspetto, in quanto potrebbe aiutare chi vi spia a capire i numeri che chiamate con maggior frequenza.
Soluzione

Per scoprire se qualcuno si è registrato sul sito, basta chiamare i numeri gratuiti dei vostri gestori telefonici o tentare di registrarvi utilizzando il vostro numero. Se vi viene restituito un messaggio esortandovi ad inserire un numero diverso perché quello gli risulta già registrato nei loro database, vuol dire che qualcuno sta cercando di controllare il vostro telefonino.
3 Controllo a livello di Sistema Operativo: se comprate cellulari che oltre a telefonare navigano, riproducono la vostra musica e video o permettono l’installazione di giochi e programmi, in realtà quello che avete in mano non è un telefonino ma un mini computer e come tale possono esistere programmi che riprendono l’ideologia dei Cavalli di Troia. Il loro scopo, una volta installati, è quello di controllare e intercettare in maniera nascosta tutto quello che fate. L’applicazione provvederà o a registrare la telefonata o a loggare il numero di telefono del vostro interlocutore, stessa cosa per gli sms. In seguito, il programma invierà al suo padrone le informazioni che esso ha deciso di monitorare. Tale invio d’informazioni può avvenire in due modi: o tramite BlueTooth, attivato in maniera Stealth da parte del normale utilizzatore, o inviando una telefonata o un sms a chi vi vuole spiare. Per il primo caso è richiesto che chi vi spia sia nelle vicinanze del vostro cellulare, nel secondo caso è la vostra SIM che invia informazioni all’esterno a vostre spese.
Soluzione
Controllare periodicamente i tabulati.Resettare il sistema operativo riportando le impostazioni di fabbrica e cancellando tutto.Come si può intuire, i metodi di monitoraggio possono essere sommati tra loro per raggiungere un più alto livello di sorveglianza, tutto sta nel capire quanto è motivato e finanziariamente disposto chi vi vuole spiare.

TUTORIAL: Come scoprire il numero di telefono di una chiamata anonima


Quante volte abbiamo ricevuto chiamate anonime e scoprire chi c’era dall’altra parte? Oggi grazie ad alcuni servizi on line, si può risalire al numero della persona anonima che ci disturba continuamente.
Bisogna però essere sicuri che le chiamate che riceviamo non siano di minaccia o altro, perchè altrimenti dovremmo rivolgerci alle autorità e sporgere denuncia.
Nei casi meno seri, invece possiamo fare affidamento ad un servizio italiano che ci permette di scoprire il numero che ci chiama con l’anonimo.
Whooming è un servizio che permette di scoprire il numero che ci disturba continuamente con chiamate anonime. Funziona sia per le utenze di linea fissa sia per i cellulari inoltrando la chiamata e la telefonata viene riportata verso il numero di whooming, che ne identifica l’autore. Il servizio è gratuito, ma per chi vuole scoprire in tempo reale il numero anonimo deve acquistare una ricarica online di soli 10 euro.
Questo però richiede una registrazione,create un account e compilate il modulo con un indirizzo email, o collegati tramite facebook. Controlla poi l email, in cui troverai il messaggio di conferma dell iscrizione a whooming e accedi . Successivamente dopo una breve configurazione,si potrà scoprire il numero anonimo, rifiutando la chiamata e collegandosi sul sito di whooming.
Inoltre col servizio a pagamento possiamo , registrare la chiamata dell anonimo per poi scaricarla direttamente sul nostro pc. Ovviamente usate questa funzione solo nei casi più seri.

martedì 3 gennaio 2017

Ecco come “fregare” il tutor, così potete evitare le multe (a vostro rischio e pericolo)


Tartassati dal Tutor in autostrada? Un modo per evitare le multe, anzi più di uno, a vostro rischio e pericolo c’è. Ci sono delle falle da tenere d’occhio, sulle quali punta i riflettori il sito leggepertutti.it. Per esempio il tutor rivela la velocità dell’auto che supera almeno del 5% il limite fissato dalla segnaletica o dal codice. Fate insomma attenzione ai limiti: in autostrada il tutor scatta da 137 km/h in poi; sulle strade extraurbane principali solo a partire da 116 km/h; sulle strade extraurbane ordinarie dai 96 km/h in su; nei centri abitati si può essere multati da 56 km/h a salire (66 o 76 sulle strade urbane di scorrimento, cioè su quei viali a doppia carreggiata dove sono stati apposti cartelli che impongono rispettivamente i 60 o i 70).
Sembrerà banale, ma insomma dovete tenere d’occhio il tachimetro della vostra auto, ricordandovi che approssima sempre per eccesso la velocità della vettura. Tenete inoltre d’occhio la velocità indicata sul navigatore: viene rilevata con sistemi satellitari, ed è dunque molto più vicina a quella reale della vostra auto in movimento. Inoltre tenete conto del fatto che i sistemi di rilevazione non considerano le curve e le decelerazioni per le frenate.

Ma se comunque riceverete una multa dal tutor, probabilmente, c’è un fattore che non avete considerato: il tutor, spesso, viene utilizzato per rilevare la velocità dell’auto in modo istantaneo, ovvero al momento del loro passaggio, proprio come un comune autovelox. In quest’ultimo caso la multa potrebbe comunque essere impugnata davanti al giudice di pace per la mancata indicazione, da parte della segnaletica stradale, del rilevatore di velocità istantanea.


lunedì 31 ottobre 2016

Attenti alla truffa del campione di profumo gratuito!


Avvicinata ieri pomeriggio nel posteggio di un centro commerciale da due donne le hanno chiesto quale profumo usava. Dopo di questo, hanno domandato se voleva provare un campione di una nuova fragranza che le avrebbero venduto ad un prezzo molto vantaggioso.
L’avrebbe probabilmente provato se non avesse ricevuto una e-mail qualche settimana fa, avvertendola del complotto “Provate la nostra nuova fragranza”.
Le donne stanno appostate tra le vetture posteggiate, probabilmente in attesa di una nuova vittima.
La mia amica ha fermato un’altra donna che andava nella loro direzione, gliele ha indicate e le ha spiegato che aveva ricevuto una e-mail in ufficio avvertendola che qualcuno si poteva presentare in un centro commerciale o in un posteggio, e vi avrebbe chiesto di SENTIRE UN PROFUMO che non vendono molto caro.
ATTENZIONE QUESTO NON E’ UN PROFUMO – SI TRATTA DI UNA SOSTANZA COME IL CLOROFORMIO CHE PROVOCA STATI DI INCOSCIENZA, COSì CHE LE MALFATTRICI POSSANO RUBARVI DI TUTTO!!!!
Dal momento che odorate, perdete conoscenza e queste “gentili” signore vi prendono tutto quello che vogliono: borsetta, soldi, borse e chi sa, forse anche qualcosa d’altro.
Se non fosse stato per quella e-mail avrebbe probabilmente provato il “Profumo” !!
P.F. TAGGATE QUESTO MESSAGGIO A TUTTE LE VOSTRE AMICHE, E STATE ATTENTE! QUESTO VALE PER TUTTE LE DONNE DI QUALSIASI ETA’.

SE SIETE UN UOMO, INVIATE IL MESSAGGIO ALLE VOSTRE FAMIGLIE E AMICHE.


Sei di quelli che si radono i peli pubici? Dopo la lettura di questo ci penserai due volte


La rasatura dei capelli è diventata una moda sexy per molti uomini e donne

Lo sapevate che, nel tentativo di apparire sexy in privato si può danneggiare la vostra salute? Depilar tua zona intima può diventare una vittima del papillomavirus umano (HPV), infortuni che si verificano nel follicolo pilifero di cera la zona intima diventare una porta di accesso facile al VHP, che richiedono ferite minime per infettare e creare colonie di batteri. Rimozione dei peli pubici può causare infezioni vaginali o herpes, è responsabile per la prevenzione dei batteri di entrare nella zona genitale.
Mantiene anche i genitali femminili con la temperatura ideale. Peli pubici è incredibilmente suono anche se un amplificatore naturale per lo shock e le irritazioni e previene le sostanze nocive possono entrare nella zona intima.
Radersi le gambe, ascelle, beh, baffi, è nei limiti, ma piatta, tutto, assolutamente tutto Così come un bambino? Difficile non è vero? Chiaramente, ognuno è libero di decidere su queste cose che sembrano insignificanti, ma non sono, come detto sito siempremujer.com.

Idealmente, fare un taglio in una zona laterale o ceretta, ma non l’estrazione totale. Questo impedisce peli incarniti e altre cicatrici.
Quindi prendere in considerazione che abbiamo per voi un elenco delle ragioni per cui, prima di radere ogni bit! pensare due volte …
Irritazione della zona:
Sia rastrello o sostanze chimiche come cera, se si soffre di pelle sensibile si può avere l’irritazione perché la pelle sarà in contatto diretto con i jeans o biancheria intima di pizzo, meglio andare da uno specialista.
STD – Malattie sessualmente trasmissibili:
Secondo lo studio, dal momento che il boom della ceretta, infezioni come papillomavirus umano (HPV) sono aumentati; una delle funzioni di peli pubici è stare lontani e protegge contro l’infezione.


È più comodo:
Stranamente, gli esperti dicono che è uno dei modi per assorbire gli urti, irritazioni e anche l’attrito della pelle con altre persone.
Impedisce anche sostanze come l’acqua calda della doccia, è un impatto.
Psoriasi o eczema:
Quando si dispone di condizioni come il diabete o una malattia della pelle come la psoriasi, si deve consultare il medico, perché se non si sceglie il metodo giusto si potrebbe aggravare la sua condizione, congelamento, anche un’infezione mortale.
In effetti è poco igienica?
Ci sono versioni che indicano che lasciano i capelli con i capelli, può avere conseguenze negative, odore o una persona che parla sporco; Al contrario, mentre si mantiene una buona pulizia, non avrete alcun problema di igiene.


Infezioni Nest:
Supponiamo che depilaste sbagliato o irritaste voi e il vostro partner non ha i capelli, vi è un rischio, un terreno fertile, perché se uno di loro ha una infezione viene trasmessa all’altro, perché nessuno ha protezione.
È più gustoso?
Dipende dal vostro piacere, tutto ciò che è possibile è che ti trovi bene, senza essere peloso ed essere più disinibito con il vostro ragazzo o che gli piace più di vederti così, ma dipende da entrambi.


I feromoni:
Il pelo ha la funzione di mantenere l’odore specifico della zona genitale di ogni persona, quindi se tolgo completamente respingere feromoni che quando qualcuno che ami, andrà più veloce.
I feromoni sono l’essenza del tuo sesso.

Temperatura:
Peli pubici consente anche vostra zona genitale è mantenuta ad una temperatura buona, è il calore che ha la vulva e labbra, che a sua volta crea una barriera che mantiene la pelle libera da infezioni.


giovedì 27 ottobre 2016

Tutorial: Come riconoscere il biglietto ‘vincente’ del Gratta e Vinci


Sono tante le leggende metropolitane riguardo i ‘Gratta e Vinci’: tante le persone che sostengono di essere i depositari di tecniche fantomatiche e vincenti che quasi sempre si rivelano ‘favole della buona notte’. Affermare che esista una ‘tecnica’ infallibile è sbagliato: diversi però sono ‘ i segnali’ presenti in ogni singlo tagliando che ci possono dare preziose informazioni riguardo le percentuali di vittoria. Il blog estrazionewinforlifeonline.blogfree.net ha pubblicato una leggenda che potrebbe aiutare i giocatori più incalliti.

In un pacco di miliardario ci sono 60 tagliandi al costo di 5 € l’uno. In media ci sono145 € di vincite totali assicurate. Quindi l’acquisto di pacchi interi non è assolutamente indice di vincita sicura.

I Numeri di serie: Evitare di acquistare il tagliando n. 000
Evitare anche l’ultimo (n. 059)
La maggior parte delle vincite si trova nei n. dal 001 al 031
(ovviamente ci sono vincite anche fino al 058 ma molto meno)

Trucchi:
Una volta grattato l’intero tagliando noterete la presenza di tre lettere :
Queste lettere ci danno un importante informazione: indicano lavincita del tagliando e non solo.
Nel caso della figura precedente le lettere sono CNQ, questo significa, come potete vedere, che la vincita è di 5 euro.
In questa altra immagine le lettere sono CCD, e la vincita è di 10 euro.
Cosa significa tutto ciò?
E’ semplice.
Nell’ 80% dei casi la prima lettera in basso a sinistra (in questo caso la D) ci indica che nei dieci tagliandi a seguire c’è una vincita pari al valore indicato dal numero accanto alla lettera (in questo caso 50 euro).
CNQ (5 EURO)
DCC (10 EURO)
QNN (15 EURO)
VNT (20 EURO)
VNC (25 EURO)
QQC (50 EURO)
CNT (100 EURO)
QQN (500 EURO)

Tutti i seguenti codici indicano tagliandi perdenti : DCV
DTQ
DTV
DTN
DCQ
DVN
DVQ
DQN
TVQ
TCQ
VNQ

Il Lingotto:
Se dovesse capitarvi di grattare un tagliando col lingotto, allora sicuramente nel pacco di serie successiva a quello le vincite sono scarsissime.
Inoltre le famose tre lettere ci danno un ulteriore aiuto
La posizione della lettera C in questo caso è posta accanto al numero 2
Questo indica quasi sicuramente che 2 tagliandi dopo è assicurata un’altra vincita buona.
Ultimo importantissimo trucco:
Tutto quello detto fin ora vale dopo aver grattato un biglietto.
Ma quello che vi svelo adesso è fondamentale per riconoscere i tagliandi vincenti prima di grattarli.
Si, avete capito bene “PRIMA” DI GRATTARLI!!!
Ovviamente dovete esaminare bene i biglietti, quindi vi consiglio di recarvi presso il vostro rivenditore di fiducia…
I biglietti vincenti nel 99% dei casi mostrano delle imperfezioni nell’inchiostro della stampa. In particolare fate molta attenzione alle monete disegnate sotto la scritta “Miliardario” : se ci sono puntini neri come piccolissime macchie su tutte le monete, allora il tagliando è sicuramente vincente! A volte i tagliandi vincenti presentano anche delle specie di crocette nere in basso a destra, accanto al numero di serie.
La percentuale non è del 100% poiché le sbavature possono trovarsi anche nei due/tre biglietti successivi a quello vincente.

lunedì 24 ottobre 2016

Sapevate che sotto ogni bottiglia di plastica è stampato un numero? Controllarlo è fondamentale, Ecco perché


Pensate di sapere abbastanza sulla plastica? Il suo vantaggio principale è quello di essere leggera e resistente ma la scienza che si nasconde al suo interno è tutta da scoprire. Prendete una bottiglia d’acqua, individuate il numero stampato sul fondo, ed iniziate a conoscere di più questo rivoluzionario materiale.

Non ci avete mai fatto caso oppure ve lo siete sempre chiesto: che cosa indica quel numero stampato sul fondo dei contenitori in plastica?

Non esiste una sola plastica ma ce ne sono di diversi tipi, ed è la semplicità con cui è possibile formarne dei nuovi che rende questo materiale molto interessante.
La plastica è costituita da lunghissime catene di atomi di carbonio, ai quali sono legati altri elementi: sono proprio quest’ultimi a determinare le caratteristiche macroscopiche del materiale.
Esistono plastiche trasparenti, opache, resistenti ed altri flessibili, che con il calore si ammorbidiscono ed altre che si induriscono, a seconda dei legami che stabilisce il carbonio.

Ogni plastica è costituita da molecole diverse e tipi differenti non possono essere riciclati insieme. È come cercare di fondere la carta con il vetro, non ha senso!

Per questo motivo il numero stampato sul fondo di contenitori in plastica è fondamentale: serve nei centri di raccolta a separare i diversi tipi di plastica per poi procedere alla fase di riciclo.

Ecco la lista dei numeri e delle plastiche corrispondenti: scopriamo le caratteristiche di ognuna ed il motivo per cui è utilizzata per quello specifico contenitore.

1) PET: si tratta di un’abbreviazione con cui viene indicato il polietilene tereftalato. Viene impiegato nella maggior parte dei contenitori usa e getta e si presenta come una plastica leggera e flessibile. 
Se possedete una bottiglietta con tale numero identificativo, non dovreste utilizzarla più di una volta in quanto aumenta il rischio di contaminazioni batteriche. Per di più con il tempo questo tipo di materiale rilascia componenti tossiche che vanno ad interferire con il sistema endocrino.
Il lavaggio del PET richiede strumenti professionali e lavaggi chimici molto aggressivi: per igienizzare una bottiglia non basta la pulizia domestica.

2) HDPE: identifica una plastica le cui molecole hanno una densità molto elevata. Questo si traduce in un materiale più rigido, usato in genere per contenitori di saponi, detersivi, olio e per giocattoli.
Gli esperti raccomandano di acquistare bottiglie d’acqua marchiate con questo numero, probabilmente sono le più sicure e l’acqua che bevete è quella più pulita.

3) PVC: la sua abbreviazione è sicuramente più conosciuta del suo nome esteso, cloruro di polivinile. Di questo materiale sono fatti tutti gli imballaggi alimentari, alcune bottiglie di olio da cucina, giocattoli per bambini e per animali. È sconsigliato l’acquisto di prodotti con tale plastica, responsabile del rilascio di pericolose sostanze chimiche.

4) LDPE: a differenza dell’HDPE, in questa plastica le catene di carbonio sono molto distanti l’una dall’altra e determinano una plastica flessibile. Non è possibile confezionare prodotti alimentari a causa del rilascio di composti pericolosi.

5) PP: le due ‘p’ stanno per polipropilene, storico materiale sintetizzato dal chimico italiano Giulio Natta. Viene impiegato per il confezionamento di cibi più delicati, come i latticini: i vasetti di yogurt sono costituiti da questa plastica resistente e leggera. È un termoindurente che significa che con il calore non si scioglie. Rispetto ad altri materiali è una efficace barriera contro l’umidità.

6) PS: quando acquistate un elettrodomestico, nella scatola che lo contiene troverete sicuramente del polistirene. È il materiale che costituisce quei pannelli bianchi e leggeriche proteggono il prodotto dagli urti. Sono fatti polistirene anche i comuni piatti e bicchieri di plastica. Non lo si dovrebbe sottoporre a fonti di calore in quanto è possibile il rilascio di sostanze cancerogene.

7) Altro: in questa categoria ricadono tutti gli altri tipi di plastica che non appartengono alle sezioni precedenti, come oggetti costituiti da due o più materiali. Sono marchiate con il numero 7 anche le plastiche alternative di origine non fossile. 

Ora sapete qualcosa in più su questo materiale: controllate che la plastica utilizzata sia quella giusta attraverso il numero stampato sul fondo dei contenitori!

venerdì 21 ottobre 2016

WhatsApp: trucchi per scoprire chi ti ha bloccato

Qualche trucco veloce e sicuro per sapere se qualcuno ci ha bloccato su Whatsapp: ecco come scoprirlo 

Se WhatsApp è senza dubbio uno dei servizi di messaggistica più usato e condiviso (è stato ormai superato il miliardo di utenti al mese), c’è anche da ricordare che non tutti ne fanno sempre un buon uso e questo a volte comporta qualche conseguenza. Se infatti c’è chi ne abusa o approfitta della sua presenza nella rubrica altrui per disturbare, può essere anche bloccato.Come scoprire se si è stati bloccati da qualcuno?
Meglio non ricorrere a pericolosi software gratuiti ma con qualche insidia e scoprire invece attraverso alcune impostazioni di WhatsApp come “indagare” sul proprio profilo per scoprire se è stato bloccato oppure no.

1 . L’orario
Se non è possibile vedere l’ultimo accesso del contatto, ossia l’ultimo momento in cui è apparso sulla chat, potrebbe dipendere dal fatto che in quanto contatto bloccato non avete accesso a quest’informazione.

2 . Spunta Blu
E’ oramai un prezioso segnale di verifica: parliamo della doppia spunta blu, se non appare giorni e giorni dopo l’invio di un vostro messaggio, può significare che l’utente ha imposto che nulla da parte vostra gli sia recapitato (ovvero i ha bloccato definitivamente)

3 . Chiamata impossibile
La conferma dell’eventuale blocco nei vostri confronti scatta poi se chiamando via WhatsApp vi compare un messaggio di errore, inequivocabile segno che l’utente non può/vuole comunicare con voi stando alle sue impostazioni

4 . Impossibile includerlo in un gruppo
Ultima controprova è la possibilità di includere l’utente – di cui si sospetta il blocco nei propri confronti – in un nuovo gruppo. Al tentativo, WhatsApp potrebbe informarvi che è impossibile inserire l’utente nella nuova chat di gruppo, proprio perché ha chiesto di bloccare l’arrivo di nuovi messaggi da parte vostra.

lunedì 12 settembre 2016

Apostrofi, accenti e pronomi: gli errori grammaticali più comuni sui social network

Sul web la comunicazione è sempre più veloce e a volte lo strafalcione scappa. Eccone alcuni dei più comuni che si trovano in Rete

Velocità a scapito della grammatica

Emoticon, abbreviazioni, immagini: sul web la comunicazione si sta trasformando sempre più, aggiungendo neologismi, decorando i testi con faccine che riproducono le nostre emozioni, sfruttando la punteggiatura. La parola scritta viene investita dalla caratteristica principe di internet - la velocità - e sopravvive. Con qualche acciacco. Sui social è facile trovare tipici - e immortali - errori grammaticali. Che non sono nati con il web, ma hanno sempre accompagnato la lingua italiana. Dal foglio di carta si spostano su post e commenti. Tra apostrofi che diventano virgole, parole storpiate o utilizzi impropri di pronomi e avverbi, ecco gli strafalcioni più comuni che appaiono sulle bacheche di Facebook o Twitter.

Apostrofi creativi

Di solito viene utilizzato per elidere la fine di una parola - spesso una vocale - ma, se si parla di troncamento, non è necessario. E qui cadono in molti: l’esempio principe è «qual è», con accento sulla «e» ma rigorosamente senza nessun altro simbolo. Mentre se «un poco» diventa «un po’», l’apostrofo è indispensabile.
Un’altra parola che spesso viene scritta nel modo sbagliato è «d’accordo» (serve l’apostrofo, non va tutto attaccato). Nessun segno grafico invece in «dappertutto». L’apostrofo viene utilizzato con gli articoli indeterminativi seguiti da parole femminili (un’amica), ma mai con quelle maschili (un amico). E spesso - nei social come sulla carta - la regola genera confusione. E quindi errori. Uno che si trova spesso è «qualcun’altro» (maschile). Niente simboli, basta lo spazio.

L'uso delle Virgole

Le virgole sono fondamentali per dare un’intonazione al discorso scritto. Su Facebook - per velocità - o su Twitter - per risparmiare caratteri - spesso se ne fa a meno. E si rischia di incappare in una serie di ambiguità tutte da ridere. Grandi protagoniste della famosa «ironia da social».
«Vado a mangiare nonna» ha un significato ben diverso da «Vado a mangiare, nonna». L’esempio è stato pubblicato sulle bacheche di tanti fedelissimi della virgola al grido di «Usa la punteggiatura, salva tua nonna». E mai metterla a separare il soggetto e il verbo di una frase. Il grande sconosciuto rimane però il punto e virgola: né carne né pesce, il segno di interpunzione è sempre più raro. Un po’ più forte della virgola, un po’ meno del punto, è sicuramente da trattare con cura. Separa due proposizioni coordinate e si rivela piuttosto utile nei periodi molto lunghi. Non molto usati sul web, in effetti.

Accenti, questi sconosciuti

Errori molto comuni, soprattutto quando si scrive in fretta sulla tastiera del pc o dello smartphone, riguardano il grande universo degli accenti. Un trucco per ricordarsi la differenza tra grave e acuto è immaginarsi il piccolo simbolo come una porta che si apre (acuto) o che si chiude (grave). Molto più usato quest’ultimo, ci sono alcune parole che invece necessitano del primo: come «perché», «poiché» o «affinché» (quest’ultimo - da ricordare - va insieme a un congiuntivo).
Poi ci sono i monosillabi. E lì, la differenza di significato la fa proprio la presenza dell’accento. «Si» è riflessivo, mentre «Sì» è l’affermazione. «Da» è una preposizione, ma «Dà» è un verbo. «Li» è come dire «gli», invece «Lì» si usa per indicare un punto lontano. «Se» è ipotetico, diverso da «Sé» riflessivo (che però perde l’accento se seguito da «stesso» o «medesimo». «Ne» è un avverbio di luogo, da non confondere con «Né» (accento acuto) che si usa per coordinare due elementi negativi. Un esempio? Né «qui» né «qua» reggono l’accento. Stessa regola per «va», «fa» o «sta». 

I puntini sono tre...

Non sono due, non arrivano a quattro. I puntini di sospensione sono - sempre e comunque - tre. Il sistema di punteggiatura serve per segnalare una sospensione del discorso, per alludere a qualcosa o semplicemente per imbarazzo o titubanza. Spesso se ne abusa negli sms, su Whatsapp o su Facebook.
Altra regola che genera confusione è quella che governa gli spazi. Non prima - ma dopo - virgole o punti. E se si inserisce una parentesi, l’azione precedente - e non successiva -dev’essere una battuta sulla barra spaziatrice. Stessa cosa quando la si chiude: ultima parola - parentesi - punto - spazio.

L'unione non fa la forza

Due parole che dovrebbero stare separate, molto spesso vengono attaccate. Per fretta, mancanza di spazio o semplice errore grammaticale, ormai sono quasi entrate nell’uso comune. Soprattutto sul web. Ma non sono corrette. Qualche esempio?
«Tutto apposto» (ma è giusto scrivere «apposta»), «affianco» (da non correggere solo se si sta usando la prima persone singolare del verbo affiancare), «apparte tutto» o «eppoi» (accettato in un linguaggio letterario o arcaico, non proprio quello dei social». Al contrario, «stasera» va tutto attaccato.

Due "c" e una "l"

Doppie che si scambiano, si confondono e - soprattutto - si sbagliano. La parola «accelerare» è una di quelle più spesso scritte in modo scorretto. Le «C» sono due, mentre la «L» è solo una.

Il difficile mondo dei pronomi relativi

 L’uso dei pronomi relativi spesso è confuso. Soprattutto del «che» - si infila un po’ dappertutto - e del «cui». Quest’ultimo sostituisce un complemento e dovrebbe essere sempre preceduto da preposizione. Non è un soggetto né un complemento oggetto. Nel dubbio, se si può mettere «cui», di sicuro è scorretto utilizzare «che».
Proprio il «che» è un pronome che si può definire «pigliatutto», ma in realtà le sue funzioni si limitano a soggetto e complemento oggetto. Mentre, soprattutto nei dialoghi - e quindi anche nella comunicazione informale tipica del web - si sfrutta appena se ne ha l’occasione. 

Parole storpiate

Da plurali bizzarri e lettere scambiate fino a congiuntivi improbabili. Sono state le parole storpiate che si trovano sul web. Oltre ai classici «ha» (verbo avere) senz’acca o «anno» (nel senso di periodo di tempo) con, altri esempi sono «psicologhi» (l’acca sempre protagonista ma non ci dovrebbe essere) o «chirurghi» (stesso problema).
Poi ci sono i «dasse» e «stasse» (la seconda lettera dovrebbe essere una «e»), e a volta a qualcuno scappa un «pultroppo» (servirebbe una «r» al posto della «l») o un propio (manca una «r»). 


Meglio la "C" o la "Q"?

Un grande classico sono gli errori che coinvolgono la lettera più rara dell’alfabeto italiano, la «q». Che spesso si aggiunge dove non ci vuole. Per esempio si dice «evacuare», «proficuo» e «scuola».

"Gli" non é uguale a "Le"

In molti utilizzano il pronome personale «gli» - che si mette al posto di «a lui» quando si parla al maschile - con il corrispettivo femminile «le», ovvero «a lei». Mentre se seguiti da «lo, la li, le o ne» per entrambi i generi è corretto unirli in una parola unica con «gli».

Le ridondanze

Non sono ripetizioni, ma ridondanze, cioè eccessivo - e non necessario - accumulo di parole diverse ma con lo stesso significato. Sono errori molto comuni, e per alcuni, particolarmente fastidiosi tra cui «Ma però» o «a me mi».


lunedì 25 luglio 2016

Malwarebytes Anti-Ransomware - Salva il tuo PC dai virus che vogliono sequestrartelo

Negli ultimi tempi, ad impensierire gli utenti c'è anche la minaccia del ransomware, malware specializzato in sequestri di dati personali a scopo di estorsione. Questi malware, una volta attivati nel computer della vittima, iniziano a codificare file e cartelle con algoritmi di crittografia così robusti e complessi da rendere di fatto impossibile qualunque tentativo di recupero. L'unica soluzione è procedere con la formattazione dell'hard disk che, come sappiamo, comporta la perdita di tutti i dati in esso archiviati. Proprio perché così efficaci, i ransomware propongono alle loro vittime il pagamento di un riscatto, con la promessa di ripristinare l'accesso ai file criptati (in questo caso, solo chi ha creato il malware ha pure l'antidoto!). Purtroppo, capita spesso che al danno si abbini spesso la beffa: anche dopo il pagamento di quanto richiesto, nulla potrebbe essere ripristinato. Neanche gli antivirus più aggiornati e costosi, a meno che non si individui una debolezza nel codice del ransomware, sono in grado di fare molto, se non segnalare e prevenire un possibile attacco. Questo è esattamente ciò che fa il nuovo tool gratuito di sicurezza Malwarebytes Anti-Ransomware, in fase di sviluppo. L'applicazione si propone come sentinella virtuale capace di identificare e bloccare i cryptomalware più temuti: CryptoWall, CryptoLocker, Tesla e CTB-Locker.

L'uso di Malwarebytes Anti-Ransomware è estremamente semplice e non richiede configurazioni o interventi da parte nostra. Basta installarlo (raccomandiamo di abbinarlo ad un buon antivirus) e avviarlo per attivare la protezione in tempo reale (Real-Time Protection), il cui stato è monitorabile in qualsiasi momento dalla Dashboard



Sistema Operativo: Windows Seven Windows 8
Lingua: Non in italiano

martedì 19 luglio 2016

Tutorial: 25 modi per rovinarti la vita a 25 anni

Ogni periodo della vita ci permette di fare scelte sbagliate che la rovinano inesorabilmente, anche i 25 anni.

Tanto per metterci in guardia tra un bagnetto e l’altro nel mare dell’ansia di mandare tutti a puttane, ora vediamo insieme quali sono gli errori più tipici fatti dai giovani nel mezzo del cammin nostra vita.


#1 Accettare un lavoro di merda, per pagare delle bollette di merda, vivendo in una casa di merda.

#2 Stare insieme alla persona sbagliate per paura di restare solo.

#3 Accettare i valori che ti vengono imposti dalla famiglia senza chiederti cosa vuoi tu veramente.

#4 Stare fermo in un luogo solo anziché esplorare il mondo.

#5 Andare a esplorare il mondo quando l’unica cosa che desideri è stare fermo in un luogo.

#6 Restare fossilizzato in quello che credi sia la tua vera personalità dimenticando che 25 anni sono il momento migliore per crescere e cambiare mentalità e idee.

#7 Essere talmente ossessionato dal risparmiare da non renderti conto che questo è il momento migliore in cui spenderli.

#8 Vivere nell’attesa di essere più ricco per poter avere finalmente quello che vuoi. Come se la vita dipendesse da quello.

#9 Basare le proprie decisioni sulla paura di fallire piuttosto che sull’opportunità di riuscire.

#10 Amare solo quelle persone che ti sembra giusto amare.

#11 Quando hai il cuore spezzato, aspettare che venga qualcuno a sistemare le cose invece di sistemartele da te.

#12 Passare il tempo a rimpiangere il passato.

#13 Innamorarti di qualcuno che ti fa dimenticare di amare anche te stesso.

#14 Lamentarti di quello che non va invece di rimboccarti le maniche e lottare per sistemare le cose e ottenere ciò che vuoi.

#15 Aspettarti che la vita sia giusta, sempre.

#16 Farsi trasportare solo dalle emozioni invece di prendere il controllo della propria vita.

#17 Intorpidire i tuoi sentimenti fino al punto di rendere impossibile creare legami con le altre persone.

#18 Lasciare che la paura di fallire trionfi sul desiderio di provare.

#19 Prediligere la felicità a breve termine anziché la serenità del lungo periodo.

#20 Essere talmente attaccato agli obiettivi da perdere la gioia del percorso.

#21 Mettere gli altri prima di te stesso.

#22 Mettere te stesso prima degli altri.

#23 Avere paura di agire solo perché non sei assolutamente sicuro del risultato.

#24 Proteggerti dai fallimenti anziché imparare da essi.

#25 Dimenticare di riflettere su te stesso, sulla tua vita e sulle tue potenzialità.

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