martedì 3 gennaio 2017

La colletta dal Congo per i terremotati del centro Italia

La comunità di Kingoué, dove non c'è acqua né luce, 
ha raccolto una cifra pari a 238 euro per le persone colpite dal sisma
La chiesa di Borgo Sant'Antonio, vicino Visso, in provincia di Macerata, danneggiata dal terremoto.
La solidarietà, a volte, arriva da dove non te l'aspetti. E da chi è pronto a condividere anche il poco che possiede. 
Sono 156.400 franchi congolesi, pari a circa 238 euro. È questa la cifra raccolta dalla comunità di Kingoué, un distretto di trenta villaggi e 15mila abitanti nel sudest del Congo, ha raccolto per i bambini delle città colpite dal sisma nel centro Italia.
Kingoué si trova vicino alla foresta pluviale, in un punto dove non c’è luce né acqua corrente. La popolazione vive di agricoltura e allevamento. Eppure è disposta a donare.
L'iniziativa, spiega il quotidiano La Stampa, che ha riportato la notizia, è nata da padre Ghislain, un sacerdote congolese che ha vissuto e studiato in Italia e che da anni aiuta, tramite l'associazione Amici del Congo, i villaggi della zona.
Una volta venuto a sapere del terremoto dello scorso agosto, il parroco ha mostrato ai fedeli le immagini dei comuni colpiti dal terremoto: Amatrice, di Accumuli, Arquata e Pescara del Tronto.
Sono il sindaco e il capovillaggio ad avere l'idea di una raccolta fondi e per riuscirci coinvolgono diversi villaggi. Dopo la nuova scossa che colpisce il centro Italia a ottobre la raccolta si intensifica, ognuno dona quello che può. Fino a quando a inizio dicembre viene effettuato il bonifico.
"Ci siamo sentiti coinvolti nel lutto che tocca il vostro paese e l’Umbria", ha scritto il sindaco del distretto Daniel Mouangoueya al presidente della regione, ricordando i cittadini italiani e umbri che si danno da fare per aiutare gli abitanti di Kingoué. Per questo "abbiamo deciso di organizzare una raccolta minima di denaro per manifestare la nostra solidarietà".

Ecco come “fregare” il tutor, così potete evitare le multe (a vostro rischio e pericolo)


Tartassati dal Tutor in autostrada? Un modo per evitare le multe, anzi più di uno, a vostro rischio e pericolo c’è. Ci sono delle falle da tenere d’occhio, sulle quali punta i riflettori il sito leggepertutti.it. Per esempio il tutor rivela la velocità dell’auto che supera almeno del 5% il limite fissato dalla segnaletica o dal codice. Fate insomma attenzione ai limiti: in autostrada il tutor scatta da 137 km/h in poi; sulle strade extraurbane principali solo a partire da 116 km/h; sulle strade extraurbane ordinarie dai 96 km/h in su; nei centri abitati si può essere multati da 56 km/h a salire (66 o 76 sulle strade urbane di scorrimento, cioè su quei viali a doppia carreggiata dove sono stati apposti cartelli che impongono rispettivamente i 60 o i 70).
Sembrerà banale, ma insomma dovete tenere d’occhio il tachimetro della vostra auto, ricordandovi che approssima sempre per eccesso la velocità della vettura. Tenete inoltre d’occhio la velocità indicata sul navigatore: viene rilevata con sistemi satellitari, ed è dunque molto più vicina a quella reale della vostra auto in movimento. Inoltre tenete conto del fatto che i sistemi di rilevazione non considerano le curve e le decelerazioni per le frenate.

Ma se comunque riceverete una multa dal tutor, probabilmente, c’è un fattore che non avete considerato: il tutor, spesso, viene utilizzato per rilevare la velocità dell’auto in modo istantaneo, ovvero al momento del loro passaggio, proprio come un comune autovelox. In quest’ultimo caso la multa potrebbe comunque essere impugnata davanti al giudice di pace per la mancata indicazione, da parte della segnaletica stradale, del rilevatore di velocità istantanea.


In arrivo la nuova tendenza sessuale: il sapiosessuale, ecco come si eccitano!!


Secondo il magazine Vice il sito d’incontri OkCupid avrebbe di recente ampliato la propria lista degli orientamenti sessuali aggiungendo le voci “androgino”, “asessuale”, “fluido” e “queer”. Oltre a queste categorie, già di per sé stravaganti, il sito ha voluto aggiungere un ulteriore voce, relativamente sconosciuta: il “sapiosessuale“.


Il sapiosessuale è qualcuno attratto sessualmente dall’intelligenza. Potrebbe suonare strano detto così, ma sotto la nuova voce il sito ha registrato un boom d’iscrizioni, e in breve tempo questo nuovo orientamento è diventato mainstream. Per spiegare la diffusione incredibile basti sapere che la Merriam Webster ha annunciato di stare valutando se includere o meno il termine nella prossima edizione del dizionario. “Pensavo sarebbe stato un modo interessante per i nostri utenti – che sono parecchio intellettuali – di presentarsi al resto del sito”. ha dichiarato Bernadette Libonate, portavoce di OkCupid, e l’intuizione è stata corretta: al momento, ben 9 mila utenti s’identificano come sapiosessuali e il numero continua a crescere. Il nuovo orientamento impazza anche sui social network: pagine Facebook e Tumblr sorgono come funghi e continuano a raccogliere numerosi seguaci.


Insomma, prendere tutto questo e farne un vero e proprio orientamento sessuale non ha senso, ma bisogna comunque evidenziare come piacere sessuale e intellettuale ormai vadano sempre più a braccetto. Secondo Lora Adair, professoressa di psicologia evolutiva al Lyon College, “Quando si tratta di identificare i tratti che percepiscono come fondamentali in un potenziale partner, uomini e donne di orientamenti sessuali diversi tendono a dare più valore all’intelligenza e alla dolcezza rispetto all’attrazione fisica o sessuale”.

In definitiva, secondo l’Adair, l’ascesa della sapiosessualità si può spiegare, almeno in parte, con il fatto che le linee di demarcazione tra la “cultura nerd” e quella mainstream si stanno facendo sempre più sfumate. Quello che un tempo veniva considerato di nicchia, per “sfigati”, come fumetti o serie tv fantasy, ultimamente è diventato proprio della cultura di massa. Grazie ai social network, che hanno fatto come cassa di risonanza, programmi come Star Wars o Game of Thrones sono entrati a piano titolo nella nostra quotidianità.


Profugo accoltella donna perché leggeva la Bibbia

Un altro episodio di cristianofobia, questa volta in Austria.


Un richiedente asilo afghano di 22 anni ha accoltellato una donna austriaca in un centro di accoglienza dopo che questa aveva tentato di leggere un passo della Bibbia.
Nei giorni successivi al Natale, racconta il giornale Krone, nel paese di Timel am Voecklamarkt nell’Alta Austria, una donna cinquantenne era stata invitata nella struttura da alcuni richiedenti asilo di fede cristiana, per leggere e commentare insieme alcuni passi della Sacra Scrittura. L’iniziativa della donna, però, ha scatenato la furia del profugo, che si è scagliato contro la lettrice con un coltello per il burro.
Secondo fonti di stampa l’uomo avrebbe mirato alla gola. Fortunatamente il tentativo è andato a vuoto grazie al pesante cappotto invernale indossato dalla donna al momento dell’attacco.

Fermato dalla polizia, l’aggressore ha spiegato di essersi sentito “offeso” dalla lettura della Bibbia e di soffrire di “problemi personali”. Quindi è stato arrestato e incarcerato nella prigione di Wels in attesa di conoscere i capi d’accusa di cui sarà chiamato a rispondere.

Per brindare al 2017 getta moglie da balcone!

Dopo il brindisi di fine anno e una lite fuoribonda un uomo colombiano di 43 anni ha gettato dal terzo piano la moglie coetanea, anche lei sudamericana.


La vicenda è accaduta a Torre Angela, periferia sud-est di Roma intorno alle 3:30 della notte dell’1 gennaio. La vittima è stata scaraventata sul solaio di un garage sottostante ed è stata subito trasportata in codice rosso al Policlinico Tor Vergata con fratture agli arti inferiori e al bacino anche se non si trova in pericolo di vita.
“In quell’appartamento i ‘botti’ ci sono stati sul serio perché si sentiva urlare, devono essersi massacrati, lui gliele stavano dando di santa ragione”, hanno dichiarato i vicini di casa come riportato da Il Messaggero.
Nell’abitazione di via Jacopo Torriti, traversa di via di Torrenova, sono arrivati immediatamente il 118 e i vigili del fuoco per soccorrere la moglie mentre l’uomo, dopo aver opposto resistenza, è stato trovato dalla polizia in stato confusionale ed è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


lunedì 2 gennaio 2017

Avvocati fanno sesso in tribunale!!! Beccati dal pm in bagno

Marito e moglie, entrambi avvocati, ed entrambi “in servizio” presso il tribunale di Milano.


Quando si sono incontrati deve essere scattato qualcosa visto che sono stati sopresi da un magistrato mentre facevano sesso in un bagndo del tribunale.

La toilette in questione è quella del quarto piano ammezzato, solitamente riservato agli uffici della Procura. A scoprire i due focosi amanti è stato un magistrato che, entrando in bagno per espletare bisogni corporali, è stato attirato da alcuni rumori che provenivano, scrive Il Giorno, dall’interno di una toilette. I due avvocati hanno cercato di non farsi scoprire, fermando le effusioni ed evitando di fare ulteriore rumoere. Ma il magistrato ci ha voluto vedere chiaro e ha avvistao un maresciallo dei carabinieri. Dalla fessura della porta, infatti, il pm poteva vedere due paia di scarpe: una maschile e una femminile. Il carabiniere ha bissato alla porta del bagno chiedendo ai due amanti di uscire per poi identificarli. A quanto si apprede, si tratta di due 40enne, marito e moglie, che da buoni avvocati hanno provato a difendersi di fronte al militare. “Mia moglie si è sentita male e stavo cercando di aiutarla..”, avrebbe detto l’uomo. “Ho qui un certificato medico, vede, soffro di attacchi di nausea”, avrebbe aggiunto la moglie. Non è ben chiaro se sono stati creduti.


Suona la pianola in negozio. Non ha i soldi per comprarla e i commessi gliela regalano!

Il Natale è anche questo. O forse sono queste storie che lo rendono magico com’è. Giorgio, questo il suo nome di fantasia, ha 30 anni e vive a Varese.


Ogni giorni va all’Unieuro della città e si dirige direttamente al reparto strumenti musicali. È lì che vive e risiede il suo sogno nel cassetto, una pianola Yamaha che vorrebbe tanto poter suonare a casa. Ma non può.
La prova. Una volta, due volte. Poi inizia a suonarla e lo fa bene. Dopo il primo giorno torna ancora, come racconta Libero. Ogni giorno senza saltare mai l’appuntamento con la “sua” tastiera. Ormai non si vergogna nemmeno più e porta dietro gli spartiti per suonarla al meglio, occupando alcuni momenti della sua giornata e allietando la giornata dei dipendenti.

Il sogno di avere un piano

Vederlo lì era normale. Come un ritornello piacevole della mattinata. Poi uno di loro, Roberto, decide di chiedergli per quale motivo si fosse appassionato tanto a quella pianola senza mai trovare il coraggio di portarla alla cassa e comprarla. Un motivo c’è: Giorgio non ha i soldi per permettersela. E così per poterla suonare deve andare ogni giorno all’Uniero e provarla gratis. Ai commessi chiede se l’anno prossimo la troverà ancora lì, quando forse avrà messo da parte i soldi sufficienti a farla sua. Roberto allora decide di fare una colletta tra i dipendenti del negozio per fare un regalo di Natale vero. Di quelli che meritano essere raccontati. Il 24 dicembre Giorgio si presenta puntuale al suo appuntamento, ma stavolta al posto della tastiera ha trovato un pacco. Per lui. Lo scarta e dentro trova realizzato il sogno.

“È stato emozionante per tutti noi, ma soprattutto per lui che è rimasto incredulo fino a quando non gli è stato confermato che era tutto vero, che la tastiera era sua e quella sera poteva finalmente portarsela a casa”, hanno raccontato i dipendenti a La Provincia di Varese. Emozionante. Come solo un gesto così a Natale può esserlo.

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