giovedì 9 febbraio 2017

Una creatura spettrale in carcere: cresce la paura – VIDEO


Un misterioso spettro nero che aleggiava oltre le mura di un carcere di massima sicurezza ha fatto scattare l’allarme tra le guardie penitenziarie, le quali hanno ritenuto in un primo momento che fosse un prigioniero il quale stava cercando di fuggire. Il personale del carcere, spaventato e turbato dall’accaduto, sta ora provando a cercare di capire cosa fosse quella massa nera inquietante che è stato avvistato in sospeso a mezz’aria. L’episodio è avvenuto nella prigione di Campo Grande a Rio de Janeiro, Brasile.
Molti credono che potrebbe essere lo spirito di un prigioniero ucciso nella prigione dove un tempo avevano luogo le condanne a morte. Dopo che lo strano filmato è divenuto virale, in seguito all’allarme lanciato dal personale del carcere di massima sicurezza, gli appassionati di paranormale si sono lasciati andare alle ipotesi più diverse, ma in pochi hanno avuto dubbi che la misteriosa apparizione abbia a che vedere con un prigioniero morto in cella.

Una persona ha scritto su Facebook: “Questa è molto probabilmente l’anima di un prigioniero, o il suo fantasma”. Un altro ha postato: “Uhhhhhhhh è un fantasma”. I detrattori di questa tesi ritengono invece che si tratti soltanto di un sacco della spazzatura nero. L’amministrazione penitenziaria brasiliana, contattata dal tabloid inglese ‘Mirror’, ha ammesso l’esistenza del video negando però che questo immortali un fantasma nel carcere di Campo Grande. Si sostiene invece che la figura nera sarebbe soltanto l’ombra di qualcuno che si muoveva in gattabuia.

Truffe telefoniche, le parole da non dire per evitare di cadere nella trappola

La pagina Facebook della Polizia di Stato “Una vita da social” ha da poche ore diffuso un post per invitare tutti gli utenti a prestare la massima attenzione nel caso in cui doveste ricevere una telefonata da parte di un operatore. Come riportato dagli agenti delle forze dell’ordine sul social network: “Se vi arriva la telefonata da parte di un operatore che volutamente rimane sul generico: ‘Buongiorno è la compagnia elettrica, ci risulta una sua bolletta insoluta, ma forse ha pagato e dobbiamo verificare’. E lì scatta la trappola”.

Stando alle segnalazioni di numerosi consumatori che sono stati vittima di questa truffa telefonica, da qualche settimana una serie di utenti sono stati contattati da un gruppo di operatori che con la scusa di verificare il pagamento di una bolletta chiede una serie di informazioni con il solo scopo di ottenere dalla vittima il codice Pod, una sorta di pin bancomat della bolletta che identifica il posto fisico dove avviene il prelievo dell’energia elettrica: “Se lo comunicate al telefono siete spacciati. Il vostro nuovo contratto è partito!”
La voce vi chiede: “Lei è il sig. Tizio, residente in via eccetera e eccetera”. Ecco la registrazione è iniziata e voi sicuramente risponderete: “Si”. E con la vostra voce avete confermato i dati.

Nel caso in cui doveste ricevere una telefonata da parte di un call center l’invito è dunque quello di prestare la massima attenzione alle informazioni che comunicate e soprattutto evitare di riferire il codice Pod, necessario all’attivazione di una nuovo contratto. Una volta attivato il contratto con il nuovo operatore sarà necessaria una raccomandata con ricevuta di ritorno, che potrete fare quando scoprirete di avere aderito ai servizi di un nuovo gestore. Inoltre, come consigliato dalla Polizia di Stato su Facebook, quando ricevete una chiamata da un operatore, alla richiesta del vostro nome, anziché rispondere ‘Si’ domandate ‘chi parla?’ così la registrazione salta.

#OCCHIOALLATRUFFA. Se vi arriva la telefonata da parte di un operatore che volutamente rimane sul generico: “Buongiorno è la compagnia elettrica, ci risulta una sua bolletta insoluta, ma forse ha pagato e dobbiamo verificare”. E lì scatta la trappola. Chi non vorrebbe evitare di pagare una bolletta? La voce vi chiede: “Lei è il sig. Tizio, residente in via eccetera e eccetera”. Ecco la registrazione è iniziata e voi sicuramente risponderete: “Si”. E con la vostra voce avete confermato i dati. Poi l’operatore vi chiede il Pod, che è una sorta di pin bancomat della bolletta (identifica il posto fisico dove avviene il prelievo dell’energia elettrica – insomma il vostro immobile – e non cambia anche se cambia l’intestatario del contratto). Se lo rivelate possono utilizzarlo. Quindi, se lo comunicate al telefono siete spacciati. Il vostro nuovo contratto è partito! E per recedere ci vorrà una raccomandata con ricevuta di ritorno, che potrete fare quando scoprirete di avere aderito ai servizi di un nuovo gestore. Insomma, il Pod custoditelo gelosamente come il pin del bancomat e, come mi ha raccomandato l’operatore, appena chiamano e vi chiedono il vostro nome, invece di rispondere “Si” domandate “chi parla?” così la registrazione salta. #Passaparola Leggi&Condividi sopratutto per gli Anziani e I piu deboli

lunedì 6 febbraio 2017

Fukushima, la foto mai vista che testimonia il disastro nucleare


A sei anni dallo tsunami, per la prima volta delle immagini definiscono la portata del disastro. Un foro, l’altissima radioattività e i pericoli per l’ambiente naturale



Sei anni dopo, a Fukushima, l’incubo continua e il lieto fine è ancora molto lontano. La centrale nucleare devastata dal terremoto-tsunami dell’11 marzo 2011, fa sapere la Tepco, la società proprietaria, continua a emettere radiazioni a livelli drammaticamente pericolosi, sebbene non nell’atmosfera. Una telecamera ha filmato l’interno del reattore numero 2 trasmettendo, oltre a immagini di rovina, un dato estremamente preoccupante: le particelle emesse in quel punto raggiungono i 530 sievert l’ora, una quantità sufficiente per uccidere un essere vivente in pochi minuti. La precedente rilevazione, nello stesso punto e cioè all’interno del vascello di contenimento, aveva riportato 73 sievert (comunque letali: una persona esposta a un sievert per un’ora rischia la morte). Inoltre, dal filmato registrato prima che la telecamera si rompesse si è scoperto un buco di due metri e tracce di materia nera solida, probabilmente combustibile ormai esausto, alla base della struttura. «Un livello così alto di radiazioni, se la misurazione è esatta, sta a indicare che il materiale fuso in seguito all’incidente non è lontano e, soprattutto, non è immerso nell’acqua», ha spiegato alla tv pubblica Nhk Hiroshi Miyano, docente all’Università Hosei e a capo di una commissione di studio sullo smantellamento della centrale giapponese.








Non sanno usare photoshop quindi chiedono aiuto in rete, gli rispondono i troll!





























Ruba vestiti al centro commerciale con la figlioletta in braccio: arrestato 38enne

Il furto a Quarto, in provincia di Napoli, nel centro commerciale Ipercoop-Quarto Nuovo. Il malvivente aveva portato con sé la figlia di un anno e mezzo per non destare sospetti. Poche ore dopo, nello stesso centro commerciale, i carabinieri hanno arrestato per furto anche due ragazze.


Rubava al centro commerciali con la figlioletta di appena un anno e mezzo in braccio, pre non destare sospetti. È quanto scoperto dai carabinieri della tenenza di Quarto, in provincia di Napoli, intervenuto al centro commerciale Ipercoop-Quarto Nuovo al seguito di una chiamata arrivata dai dipendenti di un negozio interno al complesso. I militari dell'Arma, accorsi immediatamente sul posto, hanno rintracciato L.C., 38enne di Pozzuoli, reo di aver appena rubato maglioni e collant per una somma di 200 euro. L'uomo è stato tratto in arresto e la pinza usata per rimuovere i sistemi anti-taccheggio è stata sequestrata.
A distanza di poche ore, nello stesso centro commerciale, i carabinieri sono intervenuti nuovamente per bloccare e arrestare due ragazze napoletane, una 22enne e una 23enne già note alle forze dell'ordine, che avevano sottratto da un negozio borse, maglioni e collant per un valore di 800 euro. All'atto della perquisizione i militari hanno rinvenuto anche due smartphone, frutto di un furto effettuato in precedenza.

venerdì 3 febbraio 2017

WhatsApp ora dice agli altri dove sei

La app sta per lanciare il live location tracking, che consentirà di sapere dove sono gli utenti in un certo momento. Ecco come funziona la novità (e perché si preannunciano serie crisi di coppia)


I traditori e i bugiardi seriali hanno vita breve, perché WhatsApp sta per lanciare una nuova funzione con cui non si potrà più mentire. Ovvero il live location tracking: un nuovo strumento che consentirà di sapere esattamente dove sono gli utenti in un certo momento.

COME FUNZIONA
La app monitorerà insomma gli spostamenti di chi la usa in tempo reale, ma solo con le opportune autorizzazioni: ciascuno deciderà se farsi «controllare», da chi e anche per quanto tempo (si va da una manciata di minuti a un tempo indeterminato).

In ogni caso si preannunciano crisi (di coppia anzitutto): che fareste se il vostro compagno non volesse concedervi la possibilità di sapere dove si trova? E voi, non avreste nulla da nascondere? Ok, bisogna aver fiducia, ma se fidarsi è bene...non fidarsi è sempre meglio.

LE NOVITÀ
La nuova funzione tocca ancora una volta il delicatissimo tema della privacy, ma mostra anche che la app è sempre al passo con i tempi venendo incontro ad esigenze molto comuni. Appena qualche giorno fa ha lanciato per esempio il tasto «undo» che dà la possibilità di cancellare messaggi se non ancora letti dal destinatario, funzione che sala la pelle di tutti noi utenti talvolta impulsivi e precipitosi.

giovedì 2 febbraio 2017

Il Signore degli Anelli: Frodo e Legolas combattono con le posate alla reunion del cast

Alcuni degli attori più emblematici della saga del Signore degli Anelli si sono riuniti e hanno giocosamente rievocato una delle scene clou del primo film: La Compagnia dell’Anello.
Ecco Orlando Bloom (Legolas), Elijah Wood (Frodo), Dominic Monaghan (Merry), Billy Boyd (Pipino) e Viggo Mortensen (Aragorn) in posa per combattere ancora contro quel maledetto Troll di caverna negli abissi delle miniere di Moria. A voi lo scatto di gruppo.


Posa insolita quella di Viggo Mortensen – che ci ha fatto emozionare anche in “Captain Fantastic” che alle posate e alle bacchette ha preferito brandire un “fucile”.
Ecco il video che li mostra mentre si preparano a fronteggiare il minaccioso Troll affilando forchette e coltelli.



La mini-reunion è stata anche immortalata da due simpatiche foto postate sul profilo Instagram di Dominic Monaghan.

Notizie più viste