lunedì 25 luglio 2016

Shock! Auto del Vaticano con 4 KG di Cocaina a bordo! Che (diavolo) succede, Francesco?

La notizia, sconvolgente, è passata sotto silenzio e rischia di mettere in imbarazzo Papa Francesco: un auto del Vaticano è stata beccata dalla Gendarmeria francese con a bordo 4 kg di cocaina. Che (diavolo) succede? Ecco tutti i dettagli.
I fatti: l’auto con targa del Vaticano, di proprietà del cardinale argentino novantenne Jorge Mejia (ex archivista e bibliotecario della Santa Sede) è stata fermata dalla Gendarmeria francese, che ha scovato all’interno del veicolo 4 kg di cocaina e 150 grammi di cannabis.
Alla guida, ed è questa la stranezza, c’erano però due italiani – secondo le accuse vicini al Cardinale – che avrebbero chiesto l’auto in prestito al prelato senza fornire ulteriori spiegazioni sull’utilizzo del veicolo stesso.


Tanto è vero che, come riportato dall’Agi, fonti vaticane hanno assicurato che:
“Nessun dipendente o membro della Santa Sede è stato direttamente coinvolto nella vicenda. Il Vaticano ha quindi confermato la notizia dell’arresto dei due italiani alla dogana francese.
I due erano a bordo dell’auto appartenente al cardinale argentino Jorge Mejia, ex archivista e bibliotecario della Santa Chiesa di Roma. Mejia, 91 anni, è in convalescenza dopo un infarto (Papa Francesco due giorni dopo la sua elezione lo andò a visitare in una clinica romana, ndr).
Secondo una radio francese, è stato il segretario di monsignor Mejia a prestare l’auto ai due italiani affinché provvedessero a fare il tagliando. I due ne hanno approfittato andando in Spagna, comprando la droga e pensando di farla franca grazie all’immatricolazione diplomatica. Sarebbero ancora in stato di fermo nella regione lionese.”

Malwarebytes Anti-Ransomware - Salva il tuo PC dai virus che vogliono sequestrartelo

Negli ultimi tempi, ad impensierire gli utenti c'è anche la minaccia del ransomware, malware specializzato in sequestri di dati personali a scopo di estorsione. Questi malware, una volta attivati nel computer della vittima, iniziano a codificare file e cartelle con algoritmi di crittografia così robusti e complessi da rendere di fatto impossibile qualunque tentativo di recupero. L'unica soluzione è procedere con la formattazione dell'hard disk che, come sappiamo, comporta la perdita di tutti i dati in esso archiviati. Proprio perché così efficaci, i ransomware propongono alle loro vittime il pagamento di un riscatto, con la promessa di ripristinare l'accesso ai file criptati (in questo caso, solo chi ha creato il malware ha pure l'antidoto!). Purtroppo, capita spesso che al danno si abbini spesso la beffa: anche dopo il pagamento di quanto richiesto, nulla potrebbe essere ripristinato. Neanche gli antivirus più aggiornati e costosi, a meno che non si individui una debolezza nel codice del ransomware, sono in grado di fare molto, se non segnalare e prevenire un possibile attacco. Questo è esattamente ciò che fa il nuovo tool gratuito di sicurezza Malwarebytes Anti-Ransomware, in fase di sviluppo. L'applicazione si propone come sentinella virtuale capace di identificare e bloccare i cryptomalware più temuti: CryptoWall, CryptoLocker, Tesla e CTB-Locker.

L'uso di Malwarebytes Anti-Ransomware è estremamente semplice e non richiede configurazioni o interventi da parte nostra. Basta installarlo (raccomandiamo di abbinarlo ad un buon antivirus) e avviarlo per attivare la protezione in tempo reale (Real-Time Protection), il cui stato è monitorabile in qualsiasi momento dalla Dashboard



Sistema Operativo: Windows Seven Windows 8
Lingua: Non in italiano

Ragazza investita, il conducente: “Volevo catturare un pokemon”


All’inizio la cosa faceva sorridere. Molti prendevano in giro questo “cacciatori di Pokemon” e altri bollavano la cosa come l’ennesima moda del momento. Il gioco Pokemon Go ideato dalla Nintendo non solo è molto più di una fissazione passeggera, ma sta diventando anche un serio problema per la sicurezza pubblica. I casi assurdi e talvolta anche gravi iniziano davvero ad essere tanti in ogni parte del mondo. Pochi giorni fa ad Agropoli un giovane di 25 anni ha perso il controllo della propria auto rischiando la vita perché aveva visto un Pokemon da catturare, a Niscemi una donna è stata investita da una moto guidata proprio da un cercatore di Pokemon che conduceva il mezzo con una mano sola mentre con l’altra teneva lo smartphone sul quale i suoi occhi erano fissi. Per non parlare di quello che è successo negli Stati Uniti dove una 18enne incinta è stata investita da un minivan e ha rischiato di perdere il bambino proprio perché distratta dalla famosa app.

Adesso ci risiamo e siamo ancora nella zona di Napoli. Qui intorno alle 21 una ragazza stava passeggiando per le vie del paese, San Paolo Bel Sito, quando è stata urtata violentemente da una vettura alla cui guida c’era un ragazzo che per lo meno si è subito fermato per prestarle soccorso. Il giovane automobilista ha poi confessato di essersi “distratto un attimo” perché aveva visto un Pokèmon e voleva catturarlo. La ragazza si è fatta visitare al pronto soccorso dell’ospedale “Santa Maria della Pietà” di Nola dove i medici le hanno riscontrato solo una forte contusione al gomito. E’ chiaro che poteva andare molto peggio ed è altrettanto chiaro, purtroppo, che proseguendo di questo passo prima o poi la tragedia accadrà.

venerdì 22 luglio 2016

Tampona auto della polizia mentre gioca a Pokemon Go (VIDEO)


Da quando è uscito Pokemon Go, la famosa App che ormai tutti conoscono, dove ti consente di "catturare" gli esserini digitali tramite il proprio Smartphone, non si fa che parlare di lei e di quanto sia un'app "pericolosa".
Quando un fenomeno diventa tanto virale, è matematico che si porterà con se tanti commenti negativi, a volte focalizzando tutti i problemi del mondo verso quest'app, così, perchè il genere umano è abituato a dar la colpa a qualcosa che non sia se stesso.
C
hi vi scrive questo articolo infatti, non crede che l'applicazione sia "pericolosa", bensì chi la usa, è potenzialmente pericoloso, perchè è geneticamente una persona testa di cazzo.
Il video che vi stiamo mostrando è la prova inconfutabile del fatto che sono le persone a essere pericolose, non un'app che ti avvisa fin da subito, con un avviso all'avvio dell'app di fare attenzione:
"Ricorda: durante il gioco presta sempre attenzione all'ambiente che ti circonda"
Ed è proprio quello che NON HA FATTO, questo ragazzo che alla guida della propria auto, probabilmente per catturare un Pokemon (come fa intuire a fine video) che si scontra violentemente contro un auto della polizia.
Ragazzi, volete giocare a Pokemon Go? Siete liberissimi di fare il cazzo che vi pare, ma prestate sempre attenzione, non fate gli scemi tutti stronzi dall'82 e evitate di far cazzate.
Sia usando Pokemon Go, sia usando Facebook, Whatsapp o spararsi un porno dal cellulare, non guidate con il cellulare in mano, siate meno coglioni o prima o poi, qualcuno pagherà per la vostra stronzata, se non addirittura voi stessi.


Se vuoi vedere il video in Youtube clicca qui

Cerca fidanzato in internet ma questo la truffa per 100.000 euro!


La chiameremo "Helena", é una ragazza australiana. Come tantissime altre persone, usa i siti internet o le varie applicazioni per cercare avventure o una coppia in internet.
E la trovó! Si chiama Robin ed é britannico. Durante varie settimane, si scrivono montagne di e-mail, whatsapp ed interminabili conversazioni, tutte con la promessa di conoscersi presto.
Robin é fantastico, dolce, ed Helena si innamora!
Peró un giorno un amico di Robin si mette in contatto con lei per dirle che il suo "fidanzato" ha sofferto un incidente stradale. É ricoverato nella clinica universitaria di Navarra ed ha bisogno di una marea di soldi per l'operazione ed il trattamento. Il tutto perché il povero Robin non ha l'assicurazione medica!
Siccome Helena é una donna con possibilitá, le invia soldi! Ogni volta quantitá piú grandi fino a raggiungere la cifra di 100.000 euro!



Preoccupata ed in pena per la salute del suo fidanzato, o forse perché iniziata ad intuire qualcosa, decise di imbarcarsi su un aereo e presentarsi a Pamplona.
Quando arriva all'ospedale le dicono che nessun Robin é stato ospitalizzato li, e non appare nemmeno in nessuna lista d'attesa. Helena, a questo, si mette in contatto con la polizia. 
Dopo vari mesi di investigazioni hanno arrestato 5 persone, tutte straniere.
Sono conosciuti dalla polizia per truffe di questo tipo, come quella delle carte nigeriane.
Peró, in questo caso si sono adattati ai costeggiamenti via internet.



Quindi, bambini, giá lo sapete,
se vi chiedono soldi via internet.... scappate!


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